Poesia e politica, Artist_ del cambiamento

Poesia e politica, è la cura del mondo del lavoro artistico per una riapertura capace di includere tutt_. E il pubblico si alza in piedi e applaude. La conferma che questo percorso è l’unico possibile per non tornare alle disuguaglianze che hanno portato alla fame tant_ artist_, specchio di tutto il mondo del lavoro precarizzato.  

“Liberare il lavoro dal reddito, garantire continuità di sostegno, e di contribuzione”. Sono le parole di Aboubakar Suhamoto, rappresentante de_ Invisibili, l’immenso mondo de_ raccoglit_ agricol_ sfruttat_ fino allo schiavismo, pronunciate nel suo intervento al Globe Theatre occupato, che ci trovano in perfetta sintonia e fanno di questo punto nodale la sostanza di un percorso comune. Le/gli artist_ lo ripetono dal primo lockdown, e continuano a farlo perché ciascuno deve parlare per tutt_.

E il riscontro è che la coesione incontrata agli Stati Popolari del luglio 2020 è cresciuta e si è allargata. Lo abbiamo visto in piazza il 26 marzo con i precari della scuola, i riders e i lavoratori della logistica, e lo abbiamo visto il Primo Maggio con ben tre diverse ma partecipatissime piazze: piazza SS. Apostoli, con i/le lavorat_ di Alitalia e di tutto il settore trasporti, ancora i Riders e i lavoratori della Logistica, i/le docent_ precar_, la piazza dell’”Uno maggio” da Taranto, organizzata dal Comitato Lavorat_ e cittadin_ liberi e pensanti, e la piazza di Centocelle, organizzata dalle Clap, che tutelano sempre più lavorat_ precari.

In tutte e tre queste piazze la sintonia è stata evidente, e ha dato ancora più forza alla volontà di entrare a gamba tesa sulla riapertura ufficiale voluta dal ministro Franceschini, con un comunicato da leggere dal palco, volantini e talloncini da distribuire all’entrata. Parlare con il pubblico, comunicare il disagio di una riapertura per poch_ pur condividendone il desiderio e la necessità, scoprendo quanto il pubblico si renda perfettamente conto della precarietà nel quale questo settore è piombato, perché sa anche quanto poco, anche del Recovery Plan, è destinato alla cultura.

Abbiamo letto il Comunicato sul palco del Teatro Argentina, prima della prima di “Metamorfosi” per la regia di Barberio Corsetti, il 3 maggio sera, e il giorno dopo al Teatro India, mentre dal Morlacchi di Perugia altr_ due collegh_ facevano altrettanto. Dobbiamo continuare a farlo, in tutti i teatri, perché la “platea” che chiede il cambiamento diventi impossibile da contenere.

Scaricate il comunicato qui di seguito, adattatevelo e leggetelo in tutti i teatri!

Qui sotto il testo del comunicato: scaricatelo, addatatevelo, ma leggetelo in tutti i teatri!

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