Lavoro creativo sulla scena e oltre

La scena continua a cambiare, e si dilata dal palco attraverso la partecipazione. E’ la preconizzazione del “Carro di Tespi” con la quale ho aperto questo blog due anni fa. E ora anche su Radiosonar.

Momento creativo all’Ex Asilo

Il subbuglio della fase è anche sobbollire di idee, esperienze, proposte. E’ l’humus creativo, che d’altronde qui ha le sue radici. E non è più possibile dividere la scena teatrale dalla realtà, perché le due cose si nutrono a vicenda, e imparano l’una dall’altra.

Il percorso che sto facendo attraverso quello che scrivo qui e con Radiosonar è una continua messa a fuoco sul quadro “scenico” che abbiamo di fronte, intorno a noi, dentro di noi. E’ un continuo attraversamento, ripensamento, scavo e ritrovamento, e molto spesso, sempre più spesso, di pepite d’oro.

Lo è “Tutti mi dicevano che ero un enfant prodige”, lo spettacolo di Miriam Russo e Alessia Giovanna Matrisciano, attraverso residenze dove di volta in volta invitano diversi partecipanti a raccontare “perle” della propria infanzia, trovare il punto in cui si sono perse, ritrovarle. Un’esperienza, anche questa, come nella puntata precedente, ma vorrei dire ben più di uno spettacolo, anche se si traduce ogni volta in un vero e proprio spettacolo, che è però in effetti la restituzione di quanto elaborato attraverso la partecipazione. Di volta in volta diversa e perciò sempre in continua trasformazione, seppure guidata dai punti fissati nella drammaturgia/scheletro delle due autrici.

Niente di diverso da ciò che avviene attraverso la Rete Nazionale dei Beni Comuni Emergenti e ad Uso Civico, di cui fa parte l’Osservatorio permanente dei Beni Comuni e della Partecipazione del Comune di Napoli, che ha accompagnato il processo assembleare dell’Ex Asilo Filangieri per impugnare il diritto come strumento di battaglia politica. Con il risultato di approdare alla “Dichiarazione di Uso Civico e collettivo urbano” e al “Diritto di Uso” che ha definito la fisionomia dell’Ex Asilo rispondendo esattamente a ciò che è quell’esperienza. Nessun compromesso al ribasso quindi, fino ad arrivare ad oggi, e alla discussione sul cambiamento dello statuto del Comune di Napoli in modo da includere quella definizione come parte integrante della città, ridisegnandola come voluta dalla società civile attiva e partecipante ai processi.

Processi creativi: ce li raccontano a Radiosonar Giuseppe Micciarelli, presidente dell’Osservatorio, ricercatore in filosofia politica e sociologia del diritto e professore all’Università di Salerno nella prima parte della puntata, e nella seconda parte le autrici dello spettacolo.

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