La cultura ferve, la politica no. Il caso Umbria

Procedono a ritmo sostenuto le iniziative verso la manifestazione nazionale del 23 febbraio, che ora vede ben 19 città mobilitate. Ma non sono solo appuntamenti organizzativi: gli eventi artistici si moltiplicano, così come le residenze o semplicemente le prove degli spettacoli, anche senza sapere quando potranno essere messi in scena.

Artisti per la cultural mass

E non è solo per farsi trovare pronti quando si ripartirà; certo questo è necessario, ma non è solo il futuro, è il presente che è fondamentale. E il presente è la fame, l’urgenza, il desiderio, la gioia, l’impegno, tutti gli elementi di un fuoco che continua ad ardere con la stessa forza e la stessa passione.

Per questo “Cambio di scena” su Radiosonar si rinnoverà: continuerò a dare spazio alla battaglia per una riforma strutturale del settore, sia a livello nazionale che nello specifico delle Regioni, ma dedicherò ogni puntata al lavoro di tutti noi, a tutti i cantieri aperti, dando voce alle colleghe e ai colleghi perché raccontino a cosa stanno lavorando, facendoci ascoltare brevi audio del lavoro in prova.

E’ un modo per farlo conoscere a chi ascolta, condividerlo con altri colleghi e colleghe ovunque, dimostrando anche che lavoro vivo c’è ed è decisivo per pretendere una strutturazione diversa del settore. Ma anche per parlare col pubblico, elemento centrale del nostro lavoro. Per questo tante iniziative in piazza, a cominciare dai presidi, continuano a moltiplicarsi. Il 14 febbraio è stata la volta di “Innamorati del teatro”, un’iniziativa che è rimbalzata anche a livello internazionale, il 20 a Milano si terrà la seconda Cultural Mass, e il 23 partirà “L’ultima ruota, una Milano-Sanremo ricca di tappe che si trasformeranno in nuovo contatto col pubblico e incontro con altri colleghi.

Ma c’è anche chi è bloccato in zona rossa. E’ il caso degli artisti umbri, come ci ha raccontato in questa puntata Massimiliano Burini, attore, regista, fondatore della compagnia “Occhi sul Mondo”, ai quali con un decreto regionale è impedito anche di fare le prove che invece, come dicevo, altrove vanno avanti. Motivo di più per il “Coordinamento Attrici Attori Danzatrici Danzatori Uniti dell’Umbria” di continuare a battersi per una riforma regionale contro una legge, la 17 del 2004, che nero su bianco sperequa a beneficio di pochi (lo Stabile dell’Umbria, Umbria Jazz, Il Festival dei due mondi) a danno delle tantissime realtà che fanno vivere la cultura nel territorio. Sempre la stessa solfa… eh già, per questo, il momento di cambiare è adesso.

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