23 Febbraio, giornata nazionale del lavoro vivo

De* lavorat* del teatro, e non solo. Perché vogliamo che in piazza ci sia il pubblico, ma anche tutto il mondo del lavoro precarizzato, Istruzione, Sanità, perché le parole d’ordine sono le stesse.

Boyun Yoon artist. Una sintesi perfetta tra umano, frantumazione, arte.

Il mondo del teatro continua ad essere in fibrillazione: incontri, confronti, iniziative, eventi, presidi, sportelli sindacali, attivazione di tavoli, studio delle proposte di legge, programmi radiofonici, articoli di informazione e di riflessione. Non ci fermiamo e non ci siamo mai fermati, e la manifestazione nazionale del 23 febbraio, ad un anno dalla chiusura dei teatri, sarà un momento di convergenza per tutte e tutti noi che continuiamo a lavorare perché il nostro lavoro faccia un salto di qualità e di valore. Sul piano poetico, politico e pratico.

Una riforma del settore che includa tutti i lavoratori e le lavoratrici, che includa tutti i teatri, gli spazi e le associazioni che producono a stretto contatto con il territorio, riportando quest’arte al pubblico, partendo da un reddito di continuità che consideri questo non più un lavoro intermittente ma continuativo, conseguenti versamenti contributivi, tutela dei periodi di malattia, maternità e paternità, salute e sicurezza, ed un sistema semplice e trasparente di fondi per le produzioni.

Questi sono i capisaldi di una riforma che ripensi il welfare, e conseguentemente  non solo ad un teatro come servizio pubblico, ma anche a tutto il lavoro oggi precarizzato e polverizzato. Sono capisaldi che riguardano tutti, e che consentirebbero la cancellazione del lavoro nero, una tassazione progressiva e un’entrata fiscale che oggi in tanti non possono che sostenere in minima parte, ma che invece di essere affidata a una riforma strutturale viene affidata al cashback.

Ripartire da qui, senza esitare, sapendo nella nostra carne quante persone non riescono a mettere un piatto a tavola, quante da artisti o maestranze sono diventati rider (ricordiamo Adriano Urso, pianista jazz morto proprio facendo questo lavoro), magazzinieri o trasportatori Amazon, promoter, o altro comunque precario se non addirittura schiavizzante.

E’ un U-turn, e dobbiamo essere noi a imprimere la svolta.

Nella puntata di Cambio di Scena su Radiosonar l’Assemblea ad Acrobax, e le interviste a Rita Superbi per l’iniziativa “Innamorati del teatro” e a Tiziano delle CLAP – RISP sui temi sindacali.

Per questa puntata ho scelto come compagno di viaggio Ravi Shankar, con il suo “Song for Everyone” inciso nel 1984 con Ian Garbarek, Zakir Hussain, Trilok Gurtu

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