Spettacolo dal vivo. Sicilia, lo stato dell’Arte

Terza puntata del 2021 per Cambio di scena su Radiosonar. Questa volta voliamo in Sicilia e lo facciamo con l’attrice Alice Ferlito, anche lei frequentatrice del movimento con le Mujeres nel teatro e ancor prima come Mujeres nel cinema, ma anche dell’Slc Cgil. “Di nuovo iscritta dopo tanto tempo – dice – perché il sindacato, o almeno il rappresentante della categoria in regione, si è dato veramente da fare per ottenere sostegni per tutti gli artisti che non hanno potuto accedere al bonus”. “Ripensare a una Sicilia artisticamente viva, da Catania (la città di Alice) a Palermo e vedere in che situazione è precipitata fa male. Lo stesso stabile della città vive chiuso su se stesso e su pochi adepti”. Un’altra conferma, se mai ce ne fosse bisogno, che deve rinascere un’altra cultura, e un’altra politica culturale. L’esempio ci viene dalla Danimarca, che ha pagato lo stesso la compagnia barese “Rimbamband” nonostante la chiusura.

Anche in Sicilia dunque chi continua ad attizzare il fuoco dell’arte sono i lavoratori dello spettacolo dal vivo. A Palermo la compagnia Spazio Franco ha ideato il “Teatro a Domicilio”,  realizzazione di brevi performance ovunque vi sia uno spazio, dai giardini pubblici ai parchi ai terrazzi dove chiunque voglia portare un monologo, una canzone, una danza, uno scketch o qualsiasi altra cosa può farlo, rimettendosi così a contatto col pubblico. Pillole forse, ma che rimettono in moto il desiderio, la curiosità, la voglia di sorprendersi, scoprendo che è possibile tornare a comunicarsi emozione, unicità del contatto dal vivo. Più volte al giorno, in momenti in aspettati, 20 minuti di poesia per tornare a far suonare le corde interiori.

Un’oasi nel deserto, che sarà lungo da superare anche in questa regione, ma se da queste manifestazioni nasce anche la voglia di smettere di procedere in ordine sparso maturando la consapevolezza che rivendicare insieme un’altra politica culturale, tutto è possibile. Ma soprattutto, è la sola strada possibile per rinascere.

In questa direzione va anche la campagna “Meatro” lanciata dalla Consulta Permanente delle Arti e dello Spettacolo per la costruzione di un video di video degli artisti. Qui le caratteristiche tecniche e le modalità di partecipazione: https://www.facebook.com/consultapermanenteAS/

In questa puntata il viaggio nel jazz che accompagna Cambio di scena devia su Horace Silver, nato con Art Blakey e Telonius monk e poi cresciuto con le contaminazioni funk e soul. Qui siamo al 1963, con “Song for my father”.

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