Spettacolo dal vivo, la misura della sensibilità tra “Netflix” e Regioni

Con mossa fulminea il ministro della cultura Franceschini ha dato il via alla famigerata “Netflix della cultura”, eletta dal capo del dicastero a nuovo orizzonte per il nostro settore, via d’uscita dalla crisi pensando anche alla tutela dal covid per tutti * lavorat* senza più reddito. Ma a ben guardare si tratta di un accordo fra CDP al 51% e Chili Spa al 49%, ovvero una nuova macchina macina denaro per chi ci investe, a pagamento per chi ne usufruirà (perché non si parla di produzione) e per chi vorrà guardarla. Perché la cultura è una merce. Ovvero, niente di nuovo sul fronte occidentale.

Annunciata ad aprile durante il lockdown, è già in via di realizzazione. Soprendente come quando si tratta di pensare in termini economicistici si riesca a raggiungere gli obiettivi senza alcun ostacolo. Indubbiamente per uscire da questo sistema bisogna essere più arditi, pensare più in grande, ma soprattutto pensare diverso.

Ma c’è chi lo sta facendo. Come stiamo raccontando in ogni puntata di “Cambio di scena”, i territori stanno battendo altre strade per ricostruire lo spettacolo dal vivo, considerando lo streaming come un’ulteriore opportunità per esplorare nuove possibilità, non un’alternativa allo spettacolo dal vivo, ma un’ulteriore chance per provocare curiosità e interesse negli sguardi incollati allo schermo, disabituati a riflettere sulla qualità di ciò che viene proposto.

Per fare questo però è necessario sostenere progetti, e sostenere gli artisti nella loro ricerca e nel periodo di prove, e permettere loro di avere i messi per farlo, offrire quindi produzione. Tutto quel che NON è la “Netflix della cultura”. La battaglia perciò continua, e sui documenti prodotti dalla consulta nazionale delle reti dello spettacolo dal vivo tanto quanto dalle reti regionali per definire le loro specificità, sono chiamati a confrontarsi le Istituzioni nazionali tanto quanto quelle regionali.

In questa puntata parliamo della Puglia. Roberto Corradino, attore, autore e regista indipendente ci racconta dell’Arcipelago Spettacolo dal Vivo Puglia e della loro proposta di sostegno al reddito, il CAIWA°.

E siccome parliamo di cambiamento torniamo all’ “Anno che cambiò il jazz”, il 1959, insieme a Charlie Mingus, John Coltrane, Miles Davis, Dave Brubeck.

°il documento CAIWA e altre info sulla loro pagina Fb: https://www.facebook.com/Arcipelago-Spettacolo-dal-VivoPuglia-110465347543352

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