Parla con Lei, Il laboratorio della vagina ha vinto

Sì, abbiamo vinto. Perché abbiamo avuto tantissimo pubblico ogni sera, tanto da dover fare una doppia replica, la terza sera. 450 spettatori, un numero impressionante per il Fringe, che sono arrivati attraverso il passaparola. E naturalmente anche perché i loro voti e quelli dei giudici ci hanno mandato in semifinale, che ha significato tornare in scena una quarta volta, inaspettatamente, e di nuovo a platea piena. E perché abbiamo avuto recensioni bellissime, e soprattutto intelligenti. Per questo abbiamo vinto. Perché è tutto valore aggiunto alla semplice scelta di essere in scena al Fringe Festival 2017.

Una scelta voluta perché ci sembrava un bel modo per lanciare il progetto PARLA CON LEI, per farlo conoscere, per raccontarlo e per farlo con un mese di tempo, prima di avviare la stagione a TeatroCittà. E far conoscere il progetto voleva dire attivare il passaparola, diffonderlo qui come sto facendo io con il mio blog, sui social e a tutti i nostri contatti. Ma questa è stata la molla iniziale, che come un sasso lanciato nello stagno ha determinato l’onda, ha incuriosito, coinvolto e portato a vedere lo spettacolo tanti che non ne sapevano nulla e che ancora non ci conoscevano.

E poi, per tutto ciò che dice lo spettacolo. Perché parliamo di libertà e di sesso gioioso, perché ci prendiamo in giro, perché parliamo della sacralità del corpo e del piacere, perché denunciamo l’orrore degli stupri (grazie al testo di Marco Palladini Il rumore della notte, sugli stupri di guerra in Bosnia), della cultura dello stupro nell’orrore dei numeri che schiavizzano, violentano, costringono, sfruttano, uccidono le donne, cominciando dalle bambine (mia è la ricerca dati citati nello spettacolo), perché sbeffeggiamo i luoghi comuni. Perché restituiamo alle cose il loro vero nome.

Quando come associazione Spazio Libero ho proposto a TeatroCittà di collaborare per trasformare il molto lavoro da loro fatto in un progetto, con l’aggiunta di film, presentazione di libri, incontri con i centri anti-violenza, con le associazioni maschili, pensavo proprio a questo. Alla possibilità di parlare di noi nel senso più liberatorio ma anche puntando il dito sulle contraddizioni di una cultura dalla quale spesso le donne si fanno blandire. Uscire dalla strettoia nella quale la sola antinomia vittima-carnefice ci avrebbe incastrate, vittimizzate appunto, con l’ipocrisia di non riconoscerci e senza la forza, la gioia di affermarci, ma solo la rabbia del conflitto, piuttosto l’erotismo vitale che può generare.

Per questo IL LABORATORIO DELLA VAGINA è stato la prima  tappa, dalla quale usciamo ancor più convinte e determinate nella realizzazione del progetto. E oggi siamo certe che lo sono anche molti, molti di più.

per sostenere la campagna: https://www.produzionidalbasso.com/project/parla-con-lei/

Altre recensioni:

Saltinaria.it

Persinsala.it

Differentmagazine.it

Periodicoitalianomagazine.it

Brainstormingculturale

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